Archivio per gioco

“La Maga delle spezie” Chitra B.Divakaruni

Posted in romanzi, sapori, odori, attualita, eventi, thriller, scrittura, angoscia, psicopatologie, quotidianita' with tags , , , , , , , , , on 09/10/2012 by ADSO

Un pò di queste spezie servirebbero,

un pò di questo dolore ascetico condividiamo

quando non possiamo, non siamo in grado razionalmente

di scegliere. 

Ricorriamo agli espedienti molli, e le mani rimangono appiccicose.

Questo libro ha del fantasioso e appare reale e vicino.

La storia non poggia su basi reali eppure, è come se tutti sapessimo che lo sono

le spezie sono un deus ex machina e le protagoniste.

Esse parlano al cuore della donna che le usa, quando esso non è contaminato

dalle passioni, dall’amore.

I ricordi si oscurano. Il presente assume la forma di un cataclisma.

Quando sembra che tutto stia per finire, proprio lì si cela

una vera e propria iniziazione.

“El encanto cotidiano” Sara Ban Breatnach

Posted in romanzi, sapori, odori, attualita, eventi with tags , , , , , , , , , , , , , , , on 01/10/2012 by ADSO

Que locura este libro! direbbe la mia amica Laura I.
italiana seppur spagnola d’adozione che vive a Barcellona e alla quale dedico questo post:
questo libro me la fa venire in mente.
L’ho ripreso in mano dopo averlo volontariamente abbandonato tempo fa.
L’avevo comprato su una nave della Grimaldi che portava me insieme alla mia famiglia proprio a Barcellona dove Laura l’avrei rivista davvero, dopo anni.
Saremmo arrivati con sei ore di ritardo causa mare grosso e loro ci avrebbero atteso senza notizie perché in alto mare i cellulari non prendono, preoccupandosi oppure pensando che li avessimo snobbati.
Avremmo poi preso una birra io e lei da sole, in un bar che stava per chiudere, intorno alle 2 di notte. Ci siamo dette tante cose con poco.
Ho persino pensato che non fossero passati cosí tanti anni, persone, piogge, ricordi, spettacoli, corsi, lavori, tra noi.
Questo libro, inizia un pó sommessamente, raccontando una storia, quella dell’autrice, la quale non credeva si sarebbe mai trovata costretta a letto per un anno per un grave incidente.
Essa stessa nella premessa racconta come sia riuscita a trasformare questo periodo di profonda depressione, in un periodo prima di immensa comprensione e poi di riscatto.
Avete capito in questo preciso momento perché non sia andata avanti a leggerlo. Proprio non si attagliava a me una storia di cosí grande “perfezione”. Era già indiscutibilmente noiosa questa stessa sua capacità di trarre il meglio dal brutto, laddove nemmeno di ció che gli altri della mia vita credevano il bello, io riuscivo a giustificarmi l’inconsistenza morale ed estetica.
Poi anche la mia vita é cambiata, tanto é successo.
Il libro é diviso per mesi. Quindi é stato per me naturale scorrere le pagine e iniziare a leggerlo dal mese in corso.
C’ é un consiglio per ogni periodo dell’anno, che prende spunto sia dalle forze, dalle energie stagionali che si sprigionano da sempre nella natura, sia dalle esperienze vissute dall’autrice, che le lega a questi momenti di passaggio da uno stato all’ altro.
Il sottotitolo del libro, i libri non ne hanno piú, é ‘un ano de splendor y sencillez” – un anno di splendore e semplicità.
Ho deciso di non mettere in discussione gli assunti o l’ idea a monte dietro le affermazioni che leggevo. Me lo sono goduto senza tante domande, ed é stata la cosa piú difficile per me, seppur migliore.
Ogni mese un consiglio,
ogni periodo un suggerimento,
ogni capitolo una citazione,
ogni tanto uno scossone,
l’assenza di superstizione.
Questo libro (ed é tra i migliori complimenti che io possa fare)
l’ avrebbe potuto scrivere mia nonna Antonia,
intitolandolo
C’é tempo per ogni cosa e ogni cosa a suo tempo (accadrà).

p.s. there’s something Nature and my granma Antonia have in common
Nature rulez and my Granny too!

Storia della Bellezza & Storia della Bruttezza

Posted in Uncategorized with tags , , , , , , , , , , , , on 15/10/2010 by ADSO

Due libri che valgono un’enciclopedia.Uno sguardo al passato con un’occhio critico come quello di Eco che sa condurci come farebbe un padre amorevole,nella comprensione delle motivazioni dietro: la ricerca della Bellezza e della rappresentazione della Bruttezza. Le meravigliose immagini frutto della stupenda cura editoriale ne fanno un must have, ma soprattutto un ‘must read & must observe’.

La bottega dei desideri

Posted in Uncategorized with tags , , , , , , , , , , , , , , , , on 14/10/2010 by ADSO

Ho comprato questo libro in parte per la copertina e in parte per il titolo, entrambi rassicuranti. Portandolo a casa sinceramente pensavo che non sarei riuscita a leggere oltre le dieci pagine, forse inconsciamente, la rassicurazione che era nel titolo la vedevo come una mancanza di originalità e quindi pensavo sarebbe stato difficile perdersi nel banale. Invece ho cominciato a leggere piano, un pomeriggio. La storia di una donna di quelle che solitamente sono solita stigmatizzare nel silenzio della mia mente. Una donna ricca e conformista, priva di tutte quelle velleità e caratteristiche che ne farebbero un’eroina per me. In fondo, una donna come quelle che vedo ogni giorno, quando esco dal portone di casa. Affaccendate più che altro a non sciuparsi i capi firmati che hanno addosso. Eppure, lo stravolgimento necessariamente doloroso, forzato e inaspettato che questa donna vive nella sua vita, portandola dall’altra parte della barricata, lì dove si è giudicati perchè “poveri” mi ha fatto capire che questo libro mostra qualcosa di più della storia del capovolgimento della fortuna di una famiglia. Mi ha fatto capire che questo libro parla di un capovolgimento morale. E’ lontano dalle altezze di Dostoievskij, ma probabilmente perchè parla della nostra epoca, in cui le parole dei grandi non si attagliano al piccolo, al vile. Vile è ormai la nostra società, come una torta di plastica, vuota all’interno. Quindi il linguaggio è cambiato ed il profumo dei dolci che avvolge questo cambiamento, è il ritorno a uno stato, quello del riconoscimento dei bisogni primari come ancora essenziali per le nostre vite, che fa bene a tutti noi.

E se..

Posted in Uncategorized with tags , , , , , , , on 30/08/2009 by ADSO

feltrinellizzandovi trovaste “L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello” di Oliver Sacks illustre neurologo il quale descrive una serie di casi clinici mostrandoci però la labilità dell’essere umano in tutte le sue componenti, fisiche, percettive. E’ un libro che mostra come il mondo possa essere effettivamente visto in tanti modi diversi a seconda di cosa accade ad una persona in un dato momento, ma questa volta, lungi dall’essere un lavoro solo psicologico nel senso astratto del termine, l’autore ci mostra come perdere una parte della vista, piuttosto che la percezione del proprio corpo, possa cambiare la nostra vita, renderci diversi. E la diversità come si sa non è sempre accettata, non è sempre un bene per chi ama identificarsi e non temere. Allora l’autore sa infonderci questo senso di piena comprensione di ciò che accade intorno, dell’altro nelle sue problematiche che mai avremmo immaginato se egli, con questo elenco di casi reali eppure assolutamente difficili da immaginare, non ce le avesse mostrate. Sempice. Bellissimo.

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