Archivio per cattiveria

“La Maga delle spezie” Chitra B.Divakaruni

Posted in romanzi, sapori, odori, attualita, eventi, thriller, scrittura, angoscia, psicopatologie, quotidianita' with tags , , , , , , , , , on 09/10/2012 by ADSO

Un pò di queste spezie servirebbero,

un pò di questo dolore ascetico condividiamo

quando non possiamo, non siamo in grado razionalmente

di scegliere. 

Ricorriamo agli espedienti molli, e le mani rimangono appiccicose.

Questo libro ha del fantasioso e appare reale e vicino.

La storia non poggia su basi reali eppure, è come se tutti sapessimo che lo sono

le spezie sono un deus ex machina e le protagoniste.

Esse parlano al cuore della donna che le usa, quando esso non è contaminato

dalle passioni, dall’amore.

I ricordi si oscurano. Il presente assume la forma di un cataclisma.

Quando sembra che tutto stia per finire, proprio lì si cela

una vera e propria iniziazione.

“La cosmetica del nemico” Amelie Nothomb

Posted in Uncategorized with tags , , , , , , , , , on 27/09/2012 by ADSO

Abbiamo tutti avuto nella vita, chi piú a lungo chi solo per un’attimo, la sensazione che ció che avevamo difronte fosse una sonora presa in giro.
Una persona, le parole e i sorrisi finti di cui ci accorgevamo ma che tentavamo di mettere nel dimenticatoio, i discorsi stupidi e affettati che ci sforzavamo di sopportare per il bene altrui. La storia di questo libro é un pó questa. Da un incontro apparentemente casuale, da un cimitero, da alcune riflessioni.
Un libro piccolo per raccontare un rovesciamento improvviso.
Un rovesciamento spaventoso ma necessario per capire.
Capire, cosa siamo e cosa sono gli altri, chi sono rispetto a noi, cosa siamo stati noi per loro davvero.
Anche nella mia quotidianità sto riconquistando a fatica uno spazio seppur piccolo ma pieno di una dignità che non mi faró piú negare da nessuno.
Un rovesciamento.
Come capire che ci sono genitori che non amano tutti i figli,
non allo stesso modo.
Genitori che non si fanno scrupolo nell’umiliare i figli all’interno della finta “casa” che si sono creati e fuori di essa davanti a altrettanto finti “amici”.
Una casa finta perché piena di urla e di cattive parole. Sempre, reiteratamente, sistematicamente.
Basta nascondersi dietro l’invecchiamento: tutti invecchiano.
Anche Cicerone spiegava nel ” de senectute” ( sulla vecchiaia) che c’é un buon invecchiare e un cattivo invecchiare e l’uno o l’altro dipendono dalla vita che si é vissuta, da cosa é contato per noi davvero, quali sono state le nostre priorità.
Mia nonna ha un ” ottimo ” invecchiare. Ha 85 anni e sa ancora scegliere lucidamente chi vuole essere.
Perché per mia nonna la cosa piú importante é stata essere una donna, una madre, una moglie e una vedova poi. Futilità quali i soldi, le proprietà o il prestigio sociale, non le sono mai interessate.
Allo stesso modo non si puó definire un buon padre qualcuno, solo perché ha “sempre lavorato”.
Questa é una delle piú grandi sciocchezze che io abbia mai sentito e credo sentiró mai;
equivale al dire che chi fosse disoccupato perché l’azienda l’abbia licenziato, o perché abbia fatto qualche errore, non sia un buon padre.
Ma la parola padre contiene tutt’altro, qualcosa che a persone che conosco e che sono invecchiate male manca totalmente: la dignità della morale, l’intensità del sentimento nei confronti dei propri figli, tutti uguali, la voglia di condividere con i propri figli chi si é e non cosa si ha.
Queste tre prerogative, fondamentali, sono quelle che trasposte rendono ognuno di noi un buon padre e buona madre e ci instradano verso un buon invecchiare, il non morire da soli.
Poiché non c’é differenza tra i figli che la dignità della morale non sappia cancellare;
non c’é sentimento puro che si annulli davanti ai beni materiali, non c’é cattiveria verbale che segua, né meschinità.
Quest’inquinamento interiore, questa negatività sono cose di cui essere consci e da cui stare lontani.
Si, non so come accada questo rovesciamento improvviso, ma é quando decidi di non accettare piú che l’aria nefasta ti circondi, quella che ti toglie il fiato invece di ripulire; quando non accetti piú che qualcuno preposto solo ad amare ed essere genitore umili chi ti sta vicino, il frutto stesso dei propri lombi: tutto questo sa di “contro natura”.
é un assassinio, il peggiore, come quello di questo libro.
so di avervi sviato, era voluto.
Spero che la Nothomb con la sua freschezza, e la sua prosa immediata vi coinvolga come con me.
Ho visto questo libro rappresentato a teatro. E’stato meraviglioso.

“Io credo nel nemico. Le prove dell’esistena di Dio sono deboli e bizantine, le prove del suo potere ancora piú inconsistenti. Le prove dell’esistenza del nemico interiore sono evidenti e quelle del suo potere schiaccianti. Credo nel nemico perché tutti i giorni e tutte le notti io lo incontro sulmio cammino. Il nemico é quello dall’interno distrugge tutto ció che vale..”

Ma di chi sono le ossa?

Posted in Uncategorized with tags , , , , , , on 23/11/2011 by ADSO

Ho letto il libro duecentosei ossa di Kathy Reichs, vi dico la verita’ mi e’ capitato in mano per caso e ho odiato il suo nome.” Ma che brutto nome ha questa donna”ho pensato. Poi come al solito, attratta dall’incontenibile voglia di toccare quelle pagine giallognole, l’ho aperto e beh, sorpresa!
Questa donna dal nome orribile e’un’antropologa forense eccezionale nella vita e una scrittrice non di romanzi ma di cronache di eventi accaduti nel suo lavoro. Non c’e’ infatti moltissima introspezione psicologica nei personaggi che descrive, ma perche’ sono sempre tutti li, quasi sempre tutti in scena, e hanno poco tempo per fare tutto cio’ che viene loro richiesto. Allora il romanzo si snoda veloce sotto i miei occhi con la velocita’ e la necessita’ di verificabilita’ che e’tipica del fare scientifico. Il libro e’piacevole e assolutamente godibile. Lo consiglio.

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