Archive for the music and more Category

Brownian Movement//Nanouk Leopold

Posted in music and more, thriller, scrittura, angoscia, psicopatologie, quotidianita', Uncategorized on 12/02/2018 by ADSO

Non posso usare che pochissime parole per introdurre questo film iper-minimalista. Merita di essere visto per una serie di ragioni che attengono alla semplicità più spinta, all’ideale di vuoto ed all’irrazionalità nel senso dell’assenza di attività raziocinante.

Waste, Doscabezas, Petra Garmon

Posted in music and more, Recensioni, thriller, scrittura, angoscia, psicopatologie, quotidianita', Uncategorized on 10/02/2018 by ADSO

Waste, a shortfilm by Doscabezas, presented by petra garmon

Un cortometraggio Catalano imperdibile a mio avviso per quello che suggerisce sottilmente, per le immagini delicatissime come i movimenti lenti ed allo stesso tempo, e per la storia così semplice e inquietante da chiedersi chi l’abbia immaginata…

Sion Sono, Strange Circus

Posted in music and more, thriller, scrittura, angoscia, psicopatologie, quotidianita', Uncategorized on 09/02/2018 by ADSO

Tra le suggestioni che solleticano il mio immaginario immergendolo in deliranti circonvoluzioni capaci di distogliermi totalmente dal reale che mi circonda ed in più occasioni c’è sicuramente lui, il regista giapponese Sion Sono i cui film non sono sicuramente per tutti, considerando che egli porta avanti anche attraverso la durezza delle immagini una critica sociale ai finti valori da benpensanti della società giapponese così diffusi e promossi e così  da lui estremizzati e distorti, proprio al fine di prenderne le distanze. Immergetevici.

Moses Sumney – Aromanticism

Posted in music and more with tags on 25/01/2018 by ADSO

Un disco scoperto per caso attraverso i tiny desk concerts su youtube.

Titolo intrigante di per se e di mia appartenenza, di certo.

Ascoltarlo è stato come lo sciogliersi della moneta che sono, per caso, nella coca cola.

Struggente senza essere languido, doloroso senza essere greve, importante senza essere pretestuoso o strumentale.

Erano anni che non mi sentivo dentro un disco, esattamente quanto l’immagine del video di doomed, lui immerso in un liquido trasparente e non identificato, che parla e canta: perfettamente aderente a come io mi percepisco vivere a volte, quasi soffocando, ma con la stessa lucidità e disperata espressività.

Davvero un lavoro mirabile, anche perchè il falsetto che usa ha la delicatezza di un soffio invece che lo stridulo e potente carattere di immediatezza di un acuto di Diamanda Galas (ma questa è un’altra, inquietantissima, storia).

 

 

 

“Valtari” Sigur Ros

Posted in music and more with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 04/10/2012 by ADSO

Valtari non é proprio una parola conosciuta dalle nostre parti. In Islanda suona piú o meno come “rullo compressore”. Questo il titolo dell’ultimo album dei Sigur Ros, solido gruppo rock.
Se l’immagine evocata é quella di un rock duro e schiacciante, le sonorità che ci sono ricordano agaetis birjun, l’atmosfera peró é meno esplicita, io la definirei piú ovattata e persino la voce é piú rarefatta, quasi eterea.
Ekki mukk, il singolo che ne ha anticipato l’uscita, significa nessun gabbiano.
vi prego di provare ad ascoltarlo nel piú assoluto silenzio
sarete in un posto dove é il mare,
dove é l’aria
dove il vento
ma
davvero non vedrete nessun gabbiano
nessuna vita
allegra brulicante fremente
nessuna altura possibile
nessuna prospettiva
nemmeno raggiungibile
eppure
terrete tra le mani la struggente dolcezza
del piú lungo addio alla vita
che si sia potuto mettere in musica.

Chi ha definito la loro musica come arte a nudo,
ha ragione, ha trovato la chiave;
qualcosa da non ascoltare col cuore bardato,
con la pelle coperta
con gli occhi aperti e succubi di mille immagini inutili.
qualcosa da ascoltare nudi alla nostra anima,
con semplicità e quasi riverenza:
quest’ultima nascerà.

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