Abbeverarsi

Percorrendo
umidi
sentieri
di foglie putrefatte
un pozzo:

non di acqua
ma di

sangue.

M’abbevero
al tuo mistico
alveare
di operosa
dolcezza
sfiancando
la bocca
col suggere
la tua
bellezza.

Ricopro di silenzio
l’ardore
il cui livido
eccessivo tremore,
scuote convulso
l’animosa divinità
che
abita il nostro abisso
donandoci munifica
un oblio
comodo e vile
lo stesso
che sceglie
ardimentosa
la cicala
tramortendosi(ci)
col suo incessante frinire.

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