Recalcati: sull’inganno del nuovo e sull’Amore //appunti sparsi

Il concetto fasullo del nuovo
l’ ipnosi del nuovo ossia che
la felicità stia in quello che non abbiamo
la menzogna secondo la quale la donna matura o l’uomo maturo
siano quelli capaci di sostenere la propria indipendenza
il riuscire a farsi un nome da se, a essere indipendente dall’altro
del fondarsi sulla propria liberta
la psicanalisi insegna che la vera maturità
non è nella propria indipendenza
ma nel riconoscere la propria insufficienza la propria vulnerabilità,
che senza l’altro non siamo niente se siamo centrati su noi stessi
la cosa che fa più paura è l’incontro d’amore
perchè il gioco dell’amore implica la perdita assoluta
e proteggiamo il nostro isolamento…
l’eccitamento dell’incontro amoroso è destinato ad esaurirsi tra i 6 e 18 mesi
i sociologi lo dicono a loro modo, matrimoni diminuiscono e aumentano brevi convivenze
il bacio serve agli esseri umani per esplorare il livello di igiene del ns partner
baci un test igienista, nessuno più crede all’amore per sempre, ipnotizzati alla sirena del nuovo,
la colonna dei ciechi,
bruegel lo descrive.
Albert Camus dice che di amori così ne esistono tre o quattro in un secolo e uno era il suo
la scena di questo altro amore ha come punto di partenza l’esperienza dell’incontro
l’incontro è una pura contingenza
avviene per caso
quando l’incontro avviene gli amanti non si accontentano che sia per caso e vogliono tradurre il caso in destino,
che questo incontro si ripeta per sempre.
L’amore sarebbe la spinta degli amanti a trasformare la contingenza del caso, nella necessità del destino
ogni amore aspira all’eterno altrimenti non è reale amore,
sarei un credulone se pensassi che da qualche parte sia garantito il per sempre
che invece è solo un’aspirazione senza garanzia.

quando diciamo ti amo

per Freud dico ti amo perchè vedo in te l’immagine ideale di me stesso.
Lacan dice che quando diciamo ti amo diciamo di amore non qualcosa ma tutto.
diciamo amo tutto di te
tutto significa non amo di te l’immagine ideale che tu mi restituisci di me stesso
non amo di te l’apparizione gloriosa dell’immagine, amo di te TUTTO
le imperfezioni del corpo
i difetti, prevalentemente, ma anche le manie i sintomi dell’altro
il peggio dell’altro, l’amore che resiste è quello che ama il reale dell’altro, io adoro l’imperfezione dell’altro
l’amore è il punto di resistenza massimo al ragionamento capitalista
che ci vuole insegnare che tutto è sostituibile
l’amore è sempre amore del nome
Il nome nella linguistica è l’unica parola che non si può tradurre
l’amore è sempre amore che si incarna in un corpo, in un volto, in una cicatrice

l’imperfezione che diventa poesia il caso che diventa destino

 

Quando facciamo un incontro d’amore
non è solo incontro con una persona con un nome col divino messaggio del corpo ma facciamo esperienza
della nascita del mondo
con l’amore il mondo nasce un’altra volta
ogni amore fa nascere il mondo una seconda volta, e quel mondo che nasce è il mondo dalla prospettiva del due e non dalla prospettiva dell’uno
vedere il mondo nella prospettiva del due cosa significa?

 

aneddoto attribuito a Goethe
si racconta che quando Goethe si trovava sul monte Baldo (trentino, lago di Garda)
Goethe chiese al conducente di fermarsi per osservare il lago e reagì con un immediato
gesto di stizza esclamando:
“nemmeno un amico per condividere tutto questo”
la bellezza diventa insopportabile se non è condivisa
qualunque cosa perde di significato se non è condivisa
ed è per questo che l’amore introduce
un ‘esperienza diversa
l’esperienza del nuovo è tutta all’interno dello stesso
lo stesso volto è nuovo
lo stesso corpo è nuovo ogni giorno
pensiamo ad un figlio, è lo stesso che diventa nuovo
non il nuovo che nega se stesso

2 Risposte to “Recalcati: sull’inganno del nuovo e sull’Amore //appunti sparsi”

  1. La chiusa del tuo commento che associa il coraggio al profitto, dimostra chiaramente come la percezione dei caratteri di Umanità propri dell’essere umano, sia relegata ormai ad un ambito che non solo non le pertiene ma la quasi la nega come presupposto ed intendo l’ambito economico.
    Io credo però che le generalizzazioni non siano utili al singolo per individuare il suo spazio d’azione sociale, quello stesso che la tecnologia tende a negare consapevolmente a favore di un controllo sempre più capillare delle nostre volontà mediato dai “ti potrebbe interessare anche” che sono il malefico grillo parlante che ci spinge verso l’annientamento delle scelte consapevoli e della nostra unicità, anche nell’errore.
    Se l’Amore parla una lingua universale come l’arte allora, la speranza è che qualcuno torni ad ascoltare l’Arte e l’Amore ma soprattutto se stesso per restituirsi (perchè nessuno dall’esterno può) quello spazio di decisione, quello spazio dell’agire pratico che varca i limiti di qualsiasi tecnlogia e ci rende umani, ancora.

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  2. Forse, il primo problema a riguardo di questo nobile sentimento è il riconoscimento, ovvero surclassare quello stato sublime dell’innamoramento e cogliere la consistenza del sentimento.

    “La mia follia è misurata, non si vede: è subito che io ho paura delle conseguenze, di ogni conseguenza: ciò che è «spontaneo» è la mia paura – la mia indecisione.” Roland Barthes

    Penso che sia più facile vivere nella costante paura delle conseguenze, con il controllo che domina e guida il sentimento, ” la follia è misurata” e se così non sembra, è “solo ” corrotta dall’ubriacatura della pulsione passionale. Forse un paradosso, la passione stessa, che di per se non dovrebbe conoscere ostacoli viene annegata, o forse meglio corrotta dalla paura.

    ” Il nome nella linguistica è l’unica parola che non si può tradurre
    l’amore è sempre amore che si incarna in un corpo, in un volto, in una cicatrice

    l’imperfezione che diventa poesia il caso che diventa destino”

    L’amore parla una lingua universale come l’arte e come l’arte concede al fruitore uno stato di estasi. Purtroppo come molta, troppa arte, l’amore si concede fughe in mondi paralleli e necessariamente concreti diventando controllato e progettuale.

    Il linguaggio è schiacciato dall’economia del senso e chirurgicamente controllato delle definizioni, perdendo le cicatrici del tempo rattoppate dalla politica delle posizioni ideologiche…quando ci sono.

    Il destino dell’amore è condizionato dai software e da chi li progetta, esattamente come l’arte che trova in una tavola rotonda il suo senso.

    Manca il coraggio, ma questa società così come è stata pensata, vuole che il coraggio non abbia una parte predominante sentimentale ma imprenditoriale, un coraggio motivato dal profitto.

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