“Estensione del dominio della lotta” Michel Houellebecq

Nella lingua di Houllebecq una lunga recensione é un ossimoro.
Nel mondo di Houellebecq, il sorriso é la sola manifestazione in grado di mostrarci la cifra dell’infelicità umana; ma solo per chi queste cose sa cogliere.

“Su un muro della stazione di Sevres- Babylone ho visto uno strano graffito: Dio ha voluto ineguaglianze, non ingiustizie, c’era scritto. Mi sono chiesto chi potesse essere quella persona cosí bene informata sulle intenzioni di Dio”

Nell’universo del mostruoso dejavú in cui viviamo, l’unica istruzione é quella alla noia, al non vivere, all’ indifferente considerare tutto senza parteciparvi, per terminare poi come nelle particelle elementari ad ignorare persino noi stessi, per perdersi ripensando la possibilità dello sbaglio sociale come unica forma di esperienza possibile e condivisibile, come evoluzione darwiniana dell’organismo sociale corrotto dall’immagine e dai peccati capitali.

Non condivido il giudizio di chi afferma che Houellebecq é un Camus moderno, con la stessa forza. Io trovo differenze tra le due “personalità” sebbene entrambi lascino un marchio bipolare a fuoco nell’anima con su scritto “sii disilluso ” e ” ceci n’est pas une pipe”.

Irrinunciabile.

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