“El encanto cotidiano” Sara Ban Breatnach

Que locura este libro! direbbe la mia amica Laura I.
italiana seppur spagnola d’adozione che vive a Barcellona e alla quale dedico questo post:
questo libro me la fa venire in mente.
L’ho ripreso in mano dopo averlo volontariamente abbandonato tempo fa.
L’avevo comprato su una nave della Grimaldi che portava me insieme alla mia famiglia proprio a Barcellona dove Laura l’avrei rivista davvero, dopo anni.
Saremmo arrivati con sei ore di ritardo causa mare grosso e loro ci avrebbero atteso senza notizie perché in alto mare i cellulari non prendono, preoccupandosi oppure pensando che li avessimo snobbati.
Avremmo poi preso una birra io e lei da sole, in un bar che stava per chiudere, intorno alle 2 di notte. Ci siamo dette tante cose con poco.
Ho persino pensato che non fossero passati cosí tanti anni, persone, piogge, ricordi, spettacoli, corsi, lavori, tra noi.
Questo libro, inizia un pó sommessamente, raccontando una storia, quella dell’autrice, la quale non credeva si sarebbe mai trovata costretta a letto per un anno per un grave incidente.
Essa stessa nella premessa racconta come sia riuscita a trasformare questo periodo di profonda depressione, in un periodo prima di immensa comprensione e poi di riscatto.
Avete capito in questo preciso momento perché non sia andata avanti a leggerlo. Proprio non si attagliava a me una storia di cosí grande “perfezione”. Era già indiscutibilmente noiosa questa stessa sua capacità di trarre il meglio dal brutto, laddove nemmeno di ció che gli altri della mia vita credevano il bello, io riuscivo a giustificarmi l’inconsistenza morale ed estetica.
Poi anche la mia vita é cambiata, tanto é successo.
Il libro é diviso per mesi. Quindi é stato per me naturale scorrere le pagine e iniziare a leggerlo dal mese in corso.
C’ é un consiglio per ogni periodo dell’anno, che prende spunto sia dalle forze, dalle energie stagionali che si sprigionano da sempre nella natura, sia dalle esperienze vissute dall’autrice, che le lega a questi momenti di passaggio da uno stato all’ altro.
Il sottotitolo del libro, i libri non ne hanno piú, é ‘un ano de splendor y sencillez” – un anno di splendore e semplicità.
Ho deciso di non mettere in discussione gli assunti o l’ idea a monte dietro le affermazioni che leggevo. Me lo sono goduto senza tante domande, ed é stata la cosa piú difficile per me, seppur migliore.
Ogni mese un consiglio,
ogni periodo un suggerimento,
ogni capitolo una citazione,
ogni tanto uno scossone,
l’assenza di superstizione.
Questo libro (ed é tra i migliori complimenti che io possa fare)
l’ avrebbe potuto scrivere mia nonna Antonia,
intitolandolo
C’é tempo per ogni cosa e ogni cosa a suo tempo (accadrà).

p.s. there’s something Nature and my granma Antonia have in common
Nature rulez and my Granny too!

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