“Trilogia della città di K” Agota Kristof

Mi ritrovo con un ciuffo di livore tra le mani che non so a chi scaricare addosso. Poi lo faró con me stessa.
Ecco perché mi é venuto in mente questo libro,
Me lo ha consigliato mio fratello e devo dire che solitamente i suoi consigli sono da seguire, a volte un pó cervellotici ma bene cosí.
Stamattina ho pensato a questa storia perché é una storia che non ha un inizio e una fine, é rotonda, é circolare. Persino il protagonista puó essere se stesso o qualcuno di completamente differente senza rendersene conto.
Tutto si svolge in un paesaggio che é come un dipinto ad olio dai contorni non definiti, dove anche la crudeltà piú esplicita, non sembra tale, ma viene a perdere il suo rigore, nella nebbia.
Io mi sono persa camminando in questo libro e scoprendomi a non ritrovare chi credevo di conoscere, a non riconoscerlo una volta voltato l’angolo, come ieri sera.
Come nella vita reale.
Ci sono storie che raccontano vicende lontane da noi e “irreali”, altre che per quanto lo sembrino,
ti ritrovi poi a viverle, perché decidi di non perdere l’attimo, girare la vita e andare incontro a chi ti accoglie di spalle.
E ti rimane solo un ciuffo di livore tra le mani.

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