“Il libro dell’inquietudine di Bernardo Soares” Fernando Pessoa

“Mi sembra una sorta di mancanza di igiene, questa inerte permanenza della mia vita uguale e identica nella quale giaccio, rimasta come polvere o sporcizia sulla superficie del non cambiare mai. Cosí come laviamo il nostro corpo dovremmo lavare il destino, cambiare vita come cambiamo biancheria: non per provvedere al sostentamento della nostra vita, come col cibo o col sonno, ma per quell’estraneo rispetto per noi stessi che giustamente si chiama pulizia. (…) Esistono persone sporche di destino, come me, che non si allontanano dalla trivialità quotidiana per il medesimo fascino che provano per la propria impotenza. Sono uccelli ammaliati dall’assenza di un serpente; mosche che volano cieche sui rami fino ad arrivare alla portata della lingua vischiosa del camaleonte.”

“Ho sempre rifiutato di essere compreso. Essere compreso significa prostituirsi. Preferisco essere preso seriamente per quello che non sono, ignorato umanamente, con decenza e naturalezza. Niente mi farebbe indignare di piú del fatto che in ufficio mi considerassero diverso. Voglio godere con me stesso l’ironia del fatto che non mi trovino diverso. Voglio questo cilicio: che mi credano uguale a loro. Ci sono supplizi dell’intelligenza come ce ne sono del corpo e della volontà. E in questi supplizi, come per altri, c’é una voluttà”

“Oh, notte dove le stelle mentiscono luce, notte, unica cosa della dimensione dell’Universo, fammi diventare, corpo e anima, parte del tuo corpo, fa che io mi perda nel fatto di essere mera tenebra e diventi notte anch’io, senza sogni che siano stelle in me nè sole aspettato che rispenda dal futuro”

“Per gradini di sogni e stanchezze mie, scendi dalla tua irrealtà, scendi e vieni a sostituire il mondo.”

Piccoli estratti per dimostrare che é un libro immenso. Un libro che non si puó recensire, quasi un metalibro recensione esso stesso della sporca e pesante quotidianità di tutti noi, in cui chi piú chi meno, a seconda della consapevolezza che ne ha, si sente adatto o mosso dall’inquietudine di vivere.

Bernardo Soares non siamo tutti noi. Solo alcuni possono pensare di assomigliargli.
Solo chi soffre e fa della sofferenza quotidiana un motivo di accettazione dell’ignobile sguardo che gli altri posano invadente e viscido sulle nostre vite, giudicandole subito, senza processo e senza ritegno.
Solo chi coglie le sfumature del dolore sistematico che si affianca al risveglio agli occhi aperti, e pare abbandonarli solo nelle poche ore di sonno che li separano dall’uguale domani.
Solo pochi sono degni di quest’inquietudine, del male di vivere.
Quindi attenzione: é un libro cui non ci si puó accostare con superiorità o con il solito distacco, é un libro che merita tempi e modi a sé.
Che ognuno di voi trovi i suoi.

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