“Verso un’ecologia della mente” Gregory Bateson

Mi sono detta: ” ci provo?”. Io sono davvero -nessuno- ma voglio essere presuntuosa e raccontarvi questo saggio per come l’ho vissuto io. Premetto: e’ uno dei capisaldi della psicologia, testo d’esame per il corso di psicologia generale ( io non ho fatto psicologia all’università questo libro mi é stato suggerito) ma é anche una mirabile opera d’ingegno che riesce a svelare l’arcano delle nostre domande quotidiane, senza farci pesare che alcune cose per alcune menti elette sono acquisizioni cosí semplici.
La mia premessa: niente mi affascina di piú, ( chiedo venia all’anima nuda che imparo a conoscere in questi giorni) dell’ intelligenza e della saggezza.
Non c’é nulla che non farei per vivere accosta a intelligenze che nutrono i miei pensieri di continui stimoli su ció che di nobile ci differenzia da qualsiasi altra creatura vivente.
Questo libro inizia con dei piccoli dialoghi padre-figlia.
In apparenza semplici dialoghi, “perché un cigno?”
invece stiamo parlando di opere di comunicazione che riescono a spiegare il perché e la verità che esiste tra le distinzioni ordine- disordine bene- male ( e tutte le derivazioni conseguenti) e potrei dire che la soluzione della dicotomia per Bateson si trova nel non negare il relativismo soggettivo ma affermare che esso debba comunque muoversi entro i canoni della logica quasi aritmetica (che non é altro che l’assoluta razionalità) con la quale dovremmo analizzare tutto.
Alcune riflessioni poi piú attinenti a caratteri psicologici dell’animo umano o alcune teorie come quella dell’alcoolismo proposta, sono davvero da studiare piú che leggere. Ma vi racconteró quello che ho provato io leggendolo.
Ci sono momenti in cui ci si solleva con il pensiero, sospinti dal vento delle riflessioni altrui.
Pian piano, e la sensazione é proprio quella di volare,
Si sale, e man mano la velocità diminuisce, mentre la temperatura si abbassa.
Sulla pelle comincia a percepirsi il freddo dell’atmosfera incontaminata e pura che si avvicina.
Non nego che puó spaurire, si, anche questa esperienza.
Non nego che ci permette di sentirci piccoli e ad alcuni, questa sensazione non é poi cosí congeniale.
Ma se volti lo sguardo, puoi vedere chi senza paura decide di seguire parallelamente questo percorso cosí irto e scosceso verso le profondità polari di se stessi.
Perché é proprio li che si giunge.
Nel profondo dell’io, in quella segretezza polare, che si staglia alta al di sopra delle nostre beghe quotidiane al di sopra dei particolarismi stupidi e delle incoerenze che sono l’unica cosa che sappiamo ancora comunicarci, nella nostra fredda anima.
Quella che molti non raggiungeranno mai.
Quella che alcuni sfiorano
Quella che  di alcuni vorrei sfiorarare e guarire, ma inetta, non ne sono capace.
Quella che esiste e rimarrà oltre noi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: