La strada – Cormac Mc Carthy

Sono trascorsi i giorni di vacanza, veloci e mi andava bene così. In realtà non ho chiuso occhio per 6 giorni sui 7 prestabiliti. Avevo portato con me questo libro, La strada di Cormac Mc Carthy. Sapevo che ne avevano tratto un film, e questo aveva un pò inconsapevolmente creato un’aspettativa negativa in relazione al libro. Poi, ho letto.

Poi ho continuato a leggere e nonostante fossero molti i pensieri che attraversavano la mia mente mentre leggevo, e di varia natura, questa storia, mi ha commosso a fondo.

Questa storia di un bambino e di suo padre, rimasti soli in un mondo post-apocalittico, privo di vita.

La mamma, la donna, sceglie di morire, per non vedere morire loro. Il destino di morte innegabile che aspetta al varco ognuno di loro. Lei si incammina verso il suo destino inimmaginabile e crudele, prima degli altri, perchè forse per l’ultima volta, vuole scegliere per se e morire con l’immagine impressa negli occhi e nel cuore, di suo figlio vivo, di una speranza, di quella speranza che da tempo l’ha abbandonata.

“papà, noi siamo i buoni, papà? noi non mangiamo la gente vero, papà?”

“si, noi portiamo il fuoco”

Quale fosse questo fuoco, mi sono chiesta dalla prima pagina.
In questa prosa asciutta, come tanti rami secchi di parole affastellati l’uno all’altro, basta una piccolissima

frase per accendere tutto.

Alla fine del libro, proprio le ultime tre pagine, ho pianto. Però ho pianto tanto. Il fuoco.
Ho capito cosa stesse dicendo quell’uomo a suo figlio, lungo l’estenuante viaggio.

Il fuoco è quello che abbiamo dentro. Quello che siamo. Quello che vogliamo essere e verso cui tendiamo.

L’uomo dice al bambino prima di morire : “noi siamo buoni, e tu sei il migliore tra i buoni”.

Questo è il fuoco e il testamento.

Mi è sembrato di accovacciarmi anch’io accanto a quell’uomo morente, ascoltare le sue ultime parole, sono parole che non dimenticherò, come se quello che ha detto fosse stato per me e avessi anch’io appoggiato la mia faccia nel fango per guardarlo l’ultima volta negli occhi, come se l’avesse sussurrato al mio orecchio, come se volesse insinuarsi anche in me la Speranza che ci sia un cammino diverso, più semplice, in cui sentirsi protetti dal freddo, dalla pioggia, dalla paura.

Indimenticabile.

2 Risposte to “La strada – Cormac Mc Carthy”

  1. ADSO Says:

    Sono felice che le sensazioni siano condivise. É importante, che il sentire non rimanga slegato dalla realtà della scrittura e il fatto che anche tu abbia provato questo me ne da conferma.

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  2. wonderworker Says:

    Quanto condivido…
    Condivido anche le lacrime che mi ha fatto versare quella storia.
    E confesso di averlo riletto (e pianto di nuovo) meno di un mese dopo la prima lettura.
    Capace di farti sentire il freddo di quella terra senza sole in piena estate.
    Che emozioni forti che lascia!

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